Dichiarazione · G-066
David Grusch: Sostiene che per decenni le autorità statunitensi hanno screditato il fenomeno di proposito: cita una valutazione d'intelligence australiana del 1971 (NAA A13693), che a suo dire definisce il Project Blue Book una facciata, il panel Robertson del 1953, che avrebbe incoraggiato il ridicolo, e Ruppelt, che secondo lui lasciò l'incarico convinto di un insabbiamento.
David Grusch · 9 giu 2026 · Conferenza stampa al Campidoglio (9/6/2026); tema ripreso e ampliato nel Joe Rogan Experience n. 2560 (30/9/2026) (Conferenza stampa)
Su documenti Casi storici
In parte verificata
La raccomandazione di debunking del panel Robertson è documentata dalla storia ufficiale della CIA e il documento australiano del 1971 esiste (pubblicato nel 2026 tra i file PURSUE come CIA-UAP-019), ma è l'analisi di un singolo funzionario costruita su fonti secondarie; sulle convinzioni di Ruppelt, nei capitoli aggiunti nel 1960 al suo libro egli scrive il contrario e le parti dette a Joe Rogan sono note da sintesi non ufficiali.
- A sostegno
- Lo studio della CIA di Haines (1997) riporta che il panel Robertson raccomandò al Consiglio di sicurezza nazionale di smontare i rapporti UFO con una politica di educazione pubblica e di sorvegliare i gruppi civili di ricerca. La nota della JIO australiana del 27/5/1971, pubblicata nel 2026 tra i file PURSUE (CIA-UAP-019), descrive Blue Book come strumento per screditare pubblicamente gli UFO e parla di una facciata di ridicolo.
- Contro o smentite
- Gli scettici leggono gli stessi precedenti come origine del mito più che come prova di un insabbiamento di realtà non umane: secondo lo stesso studio, l'inganno documentato serviva anche a proteggere programmi segreti come i voli di ricognizione U-2 e OXCART. Quella nota non è una valutazione ufficiale del governo australiano: è l'analisi di un funzionario basata su fonti secondarie. Quanto a Ruppelt, nei tre capitoli aggiunti alla seconda edizione del suo libro (1960) scrive di aver lasciato Project Blue Book nel 1953 già molto scettico e di essersi poi convinto che gli UFO non esistano, definendoli un mito dell'era spaziale; vi riferisce anche di aver verificato che le voci del 1956 su un ordine di silenzio dell'Aeronautica non avevano fondamento.
Fonti
- Department of Defence (Australia), JIO, «Scientific and Intelligence Aspects of the UFO Problem» (27/5/1971), file PURSUE CIA-UAP-019 (fonte primaria)
- Haines, «CIA's Role in the Study of UFOs, 1947-90», Studies in Intelligence (1997), CIA (fonte primaria)
- Testo dello studio di Haines sulla CIA e gli UFO (1997), copia FAS (fonte primaria)
- Shortform, sintesi commerciale (parziale) dell'episodio n. 2560 del Joe Rogan Experience (altro)
- UAPRAD, scheda sulle accuse di Grusch del 2026 (sito vicino all'area pro-disclosure) (analisi, favorevole alla disclosure)
- Edward J. Ruppelt, «The Report on Unidentified Flying Objects», seconda edizione (Doubleday, 1960), capitoli 18–20 aggiunti nel 1960 (testo su Project Gutenberg, copia) (libro)
Nel sito
Persone 1
Dichiarazioni 1
- David Grusch: Sostiene che da decenni è in corso una campagna di disinformazione per ridurre l'interesse del pubblico… Non verificabile
Documenti 4
- Il rapporto del panel Robertson convocato dalla CIA (gennaio 1953) Originale reperibile
- La nota del 1971 dell'intelligence della Difesa australiana sulla gestione statunitense degli UFO Originale reperibile
- La scheda dell'Aeronautica su UFO e Project Blue Book (chiusura del 1969) Originale reperibile
- Il ruolo della CIA nello studio degli UFO, 1947–90 (Gerald Haines, 1997), con il Panel Robertson del 1953 Originale reperibile
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